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VaV Cos’è

Volo a Vela che cos'è

P raticare il “Volo a Vela” significa volare con un aliante veleggiatore senza l’uso di apparati propulsivi meccanici. Un bravo volovelista vede l’aria che lo circonda come un enorme serbatoio dal quale trarre l’energia che gli necessita. Le forze della natura sono a sua disposizione, se ha imparato a non temerle bensì a rispettarle, ad ascoltarle e a coglierne i minimi segni con la più totale attenzione. L’aliante è attualmente la massima espressione pratica di più di un secolo di conoscenze aerodinamiche: la portanza generata dalle ali più moderne è di oltre 60 volte più grande della resistenza opposta all’avanzamento (definiamo questo concetto con il termine di “efficienza di 1 a 60”). In altri termini, per ogni 100 metri di quota persi tale aliante percorre 6 chilometri di distanza. Persino i progettisti dei moderni Jet di linea adottano soluzioni aerodinamiche estrapolate dagli studi aerodinamici dei moderni veleggiatori.

U n aliante per decollare può utilizzare vari accorgimenti o sistemi; per esempio al traino di un aereo a motore oppure grazie alla trazione esercitata da un cavo (lungo anche un paio di chilometri) che si avvolge velocemente su di un potente verricello fisso al suolo. Una volta in volo l’aliante, lentamente ma inesorabilmente, scende. L’energia potenziale posseduta in virtù della quota raggiunta viene infatti trasformata in energia cinetica, quindi velocità di traslazione, per vincere la resistenza aerodinamica e planare alla ricerca di energia. Se il pilota riesce a trovare una zona dove l’aria non è statica, ma sale verso l’alto, e riesce a mantenervi dentro il suo aliante, allora salirà con essa, guadagnando di nuovo quota.

I l vento non è l’unico responsabile dei movimenti verticali di una massa d’aria: il sole, in una bella giornata, scalda il terreno e quest’ultimo scalda l’aria di un sottile strato (qualche decina di metri) e contatto con esso; come una mongolfiera, anche l’aria intiepidita tende ad alzarsi e si organizza in una invisibile, stretta colonna ascendente che chiamiamo “una termica”. Il pilota esperto mantiene il proprio aliante all’interno della termica il più a lungo possibile, compiendo una serie di spirali esattamente come gli uccelli veleggiatori quali rapaci e cicogne. Una normale termica ha un diametro compreso tra i 100 e i 400 metri, e sale fino al raggiungimento di una quota di equilibrio che dipende anche dalla differenza di temperatura rispetto all’aria circostante; spesso ciò significa guadagnare, quindi salire, per almeno 1000 o anche 3000 metri. Se poi l’aliante percorre una linea parallela ad un pendio investito dal vento, si aggiungerà all’attività termica anche quella dinamica del vento che risale dopo aver battuto contro il pendio. Normalmente quando si vola in montagna, le due azioni, quella termica e quella dinamica, si sommano tra loro. La velocità verticale di questa salita può essere dell’ordine di 1 a 7 metri al secondo (3,6 a 25 Km/h!). Addirittura superiore in taluni casi a quella di un potente aereo da turismo a 4 posti dotato di un motore da 200 cavalli.

L’ ’impalpabilità dell’aria può fa sembrare modeste le energie che la natura mette in gioco, ma se un metro cubo d’aria pesa 1.300 grammi allora anche la più piccola termica ha una massa di oltre mille tonnellate. Questa enorme massa di aria calda sale quindi più velocemente di un potente ascensore e può tranquillamente sollevare tutti gli alianti e gli uccelli che vi entrano. Mentre in tutti gli sport motoristici, prima o poi, la spinta del motore crea abitudine e smette di stupire, l’emozione che prende il pilota di volo a vela è intensa e infinita: l’atmosfera è viva e gli comunica sensazioni che lo avvicinano agli uccelli più maestosi; il pilota di volo a vela non è solo un pilota, è un uomo con le ali.

C on il crescere dell’esperienza, oggi un volovelista può ambire a mete che sembrano surreali. Il record mondiale di quota è di oltre 14.000 metri, ma ben più importante è quello della distanza pari a 2042 chilometri percorsi in un solo giorno (di notte, senza l’energia del sole, gli alianti non volano); il record di velocità media su un percorso di 500 km è di 205 km/h. nessuno di questi valori è destinato a durare a lungo. Ogni anno vengono effettuati centinaia di tentativi per nuovi primati mondiali o nazionali. Qualunque buon pilota, dopo un paio di anni di esperienza, può volare per diverse centinaia di chilometri in una normale giornata, senza affrontare costi esagerati e utilizzando la flotta di un Club volovelistico.

Q uello che differenzia un modello da un altro, è il valore dell’angolo di planata in aria calma a velocità costante. La distanza maggiore viene realizzata mantenendo quella che viene definita la “velocità di massima efficienza”, che è un parametro proprio di ogni modello e viene definita “efficienza” il rapporto tra quota e distanza. Questo rende necessaria, nel caso di competizione, la suddivisione in classi, in modo da raggruppare in modo omogeneo, mezzi di prestazioni simili.

Le Classi del Volo a Vela

La classe “Club” è formata da alianti di generazione non recente con rapporto altezza/planata (efficienza) compreso tra 35 e 40. È ammesso il carrello di atterraggio retrattile, ma non l’aggiunta di zavorra d’acqua per favorire il volo veloce.

La classe “Standard” raggruppa alianti con apertura alare di 15 metri, profilo fisso, carrello d’atterraggio retrattile e zavorra d’acqua ammessa. L’efficienza è compresa tra 30 e 40.

La classe “Corsa” è caratterizzata da un’apertura alare di 15 metri, ha profilo variabile: è infatti ammesso l’uso di flaps che permettono un volo in spirale più lento ed un volo veloce con meno resistenza aerodinamica. Il carrello è retrattile ed è ammessa la zavorra d’acqua. L’efficienza è compresa tra 43 e 45.

La classe “18 metri” nella quale l’unica limitazione è l’apertura alare: per il resto vale quanto detto per la classe “Corsa”. L’efficienza è tra 48 e 50.

La classe “Libera”, nella quale non esiste limitazione di sorta e l’apertura alare varia tra i 20 e i 30 metri. Questi sono alianti che raggiungono i più alti rapporti tra altezza e planata, normalmente maggiori di 50 e, nelle macchine più recenti, maggiori di 60.

Da 4 anni è stata creata una nuova classe: la “World class” nella quale è utilizzato un “monotipo”, tutti gli alianti sono uguali e devono avere al decollo lo stesso peso: i piloti più leggeri sono obbligati a caricare zavorre fisse di piombo per compensare la differenza col più pesante.